Bioenergetica Bolzano

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La bioenergetica

Che cos’è la bioenergetica?
La Bioenergetica è un’attività psicocorporea che viene dagli studi di Wilhelm Reich – già allievo di Sigmund Freud – ed Alexander Lowen e si fonda sul presupposto che corpo, mente, emozioni e spiritualità sono un tutt’uno inscindibile. Il lavoro sul corpo avviene attraverso degli esercizi fisici che permettono di agire sugli altri aspetti del sistema, sulla mente, sulle emozioni, sullo spirito e viceversa.

Bibliografia essenziale

«La bioenergetica è una tecnica terapeutica che si propone di aiutare l’individuo a tornare ad essere con il proprio corpo e a goderne la vita con quanta pienezza possibile. Questo risalto dato al corpo comprende la sessualità, che ne è una delle funzioni fondamentali. Ma comprende anche funzioni ancor più basilari come quelle di respirare, muoversi, sentire ed esprimere se stessi. Una persona che non respira a fondo riduce la vita del corpo. Se non si muove liberamente, limita la vita del corpo. Se non sente pienamente restringe la vita del corpo. E se reprime la propria autoespressione, limita la vita del corpo.»
Con queste parole Alexander Lowen definisce l’orizzonte del libro in cui fissa i criteri e gli scopi della sua disciplina terapeutica, dispiegandone i metodi e le pratiche corporee. Così, se il processo di crescita dell’individuo per qualche verso si blocca, la bioenergetica puù diventare «l’avventura della scoperta di se stessi» che permette di appropriarsi del proprio corpo e di risolvere quei sintomi psicosomatici che potrebbero affliggere l’esistenza. (dalla quarta di copertina)

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“Il corpo sa tutto, il corpo non mente. Questo saggio affascinante ribadisce, sullla scorta della teoria di Alexander Lowen, la centralità del corpo rispetto all’analisi freudiana classica che privilegia la parola e “mentalizza” i conflitti. Qui l’attenzione si sposta sul soma, sulle sue posture, le tensioni, le rigidità che traggono origine dai disagi del passato e determinano i malesseri e le malattie del futuro. Il corpo non è un contenitore vuoto, ma un luogo capace di esprimere l’identità, anche quella più profonda. È lo spazio in cui si manifestano i segni più vistosi dell’Io come le tracce più sottili dell’Inconscio, la durevole memoria di un passato più o meno felice, più o meno doloroso, in ogni caso mai sepolto. Eppure, proprio oggi, la civiltà dell’immagine, mentre sembra basare tutte le sue ossessioni sulla fisicità, sulla bellezza e sulla salute, ha compiuto una rimozione totale: si è dimenticata – e il paradosso non è casuale – proprio del corpo, della sua forza prorompente di soggetto e lo ha ridotto ad oggetto, status symbol o merce di scambio, logo e non luogo … Quello che ci invitano a compiere gli autori è invece un percorso di scoperta e guarigione per identificare prima e sciogliere poi le “armature” che ingabbiano la nostra energia e le nostre potenzialità facendoci vivere male. Perché stare bene vuol dire soprattutto percepire energia e gioia nel corpo, sentirsi a proprio agio nella pelle. Ma per ottenere un risultato del genere occorre prima imparare a lasciarsi andare, ritrovare un altro modo di vedere se stessi e gli altri, e riannodare i mille fili che uniscono indissolubilmente la psiche al soma. Un saggio divulgativo con un solidissimo impianto teorico.” (dal risvolto di copertina)

Che cos’è la terapia centrata sul cliente?
La terapia centrata sul cliente è un corpus teorico ed una tecnica ideati da Carl Rogers e rappresenta una delle maggiori innovazioni introdotte nella psicologia riguardo all’interazione tra counselor e cliente.

Bibliografia essenziale

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“Questo libro tratta della sofferenza e della speranza, dell’angoscia e della soddisfazione di cui è pieno lo studio di ogni terapeuta. Tratta dell’unicità della relazione che ogni singoo terapeuta allaccia con ogni singolo cliente e nello stesso tempo degli elementi comuni che si scoprono in tutte queste relazioni. Parla del cliente che siede nel mio studio lottando per essere se stesso ed è nello stesso tempomortalmente spaventato di essere se stesso, del cliente che tenta di vedere la sua esperienza così com’è, desidera di essere quell’esperienza ed è terrorizzato nello stesso tempo da tale prospettiva. Questo libro parla di me mentre sto con questo singolo cliente, confrontandomi con lui, partecipando a quella sua lotta nel modo più profondo di cui io sia capace. Parla dei miei tentativi di percepire la sua esperienza vissuta e del significato e del sapore che questa esperienza ha per lui. Parla del mio rammarico per l’umanissima fallibilità della comprensione di quel cliente e per tutte le volte in cui non ce la faccio a vedere la sua vita come lui stesso la vede. Parla del compiacimento per il mio provilegio di agire come levatrice di una nuova personalità, del mio timore reverenziale di fronte all’emergere di un sé, di una persona, del mio assistere a una nascita, in cui ho avuto un ruolo importante di facilitazione. Tratta del cliente e di me mentre osserviamo con ammirazione le forze potenti e ordinate che trapelano in tutta questa esperienza, forze che sembrano profondamente radicate nell’intero universo. Credo di poter dire che questo libro tratta della vita così come si manifesta nel processo terapeutico, con il suo cieco potere e con la sua tremenda capità di distruzione, ma anche con la sua travolgente spinta verdso la crescita non appena si presentino le condizioni favorevoli” (dalla quarta di copertina)

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